candida

Candida – Una nemica comune

La manifestazione della candida più classica è e rimane quella a carico dei genitali femminili, dove si presenta con classici sintomi di prurito, fastidio, perdite lattiginose all’interno della vagina ed eventuale dolore durante i rapporti. Però può anche palesarsi con rossori e irritazioni nelle pieghe della pelle, sotto le ascelle, dietro le ginocchia, nella parte interna ai gomiti. O ancora, e in questo caso si parla comunemente di “mughetto”, la candidosi può attaccare il cavo orale, con irritazione della mucosa interna della bocca e bianche macchie consistenti che ricoprono la lingua. Infine quando a essere colpito dal disturbo è l’uomo, le irritazioni sono a carico del glande, su inguine e perineo, ma anche, di nuovo, all’interno della bocca.

La Candida al Microscopio

La Candida Albicans è un fungo saprofita, ovvero abituato a nutrirsi di materia organica morta o in decomposizione, appartenente alla famiglia dei saccaromiceti, funghi unicellulari che si riproducono per gemmazione. Oltre che all’interno della vagina, lo si trova nel tratto intestinale e all’interno del cavo orale. Normalmente presente negli individui sani, può proliferare in caso di abbassamento delle difese, degenerando in candidosi cutanea, sottocutanea oppure sistemica.

Questione di Equilibrio

In tutti i casi, che sia maschile o femminile, da contagio o da contatto, genitale o epidermica, il responsabile della candidosi è sempre un fungo della varietà candida: il più diffuso e comune è la Candida Albicans, “colpevole” dalla quasi totalità dei casi di candidosi (parliamo di circa il 90% dei casi), ma esistono anche diverse varietà come la Candida Tropicalis, Candida Glabrata, Candida Krusei, Candida Parapsilosis.
Il fungo candida è un microrganismo normalmente presente all’interno dell’essere umano, quello che potremmo definire un “fungo amico”, che partecipa anche alla digestione degli zuccheri.
E’ parte della flora batterica vaginale, ma è presente anche nell’intestino e all’interno del cavo orale. In condizioni di equilibrio, la candida non causa alcun disturbo e il sistema immunitario è in grado di contenere la proliferazione e dunque di evitare che il corpo sviluppi una patologia d’origine fungina. Viceversa quando alcuni fattori, in cima ai quali c’è l’abbassamento delle difese immunitarie, turbano questo equilibrio, il fungo si riproduce in modo eccessivo e la persona va incontra ad una micosi che, in questo caso, prende il nome di candidosi.

Colpa del Clima

Quali sono le cause principali che favoriscono l’insorgenza di una candidosi? Possiamo partire da quelle climatiche. L’umidità per esempio, è un fattore estremamente favorevole alla proliferazione della candida e questa è una delle ragioni per cui sarebbe sempre meglio evitare di tenere indosso il costume bagnato. Anche il caldo umido delle temperature estive non è certo un fattore che aiuta. E, per restare in tema “abitudini estive”, va ricordato che la candidosi può anche essere il risultato di un contatto con una superficie su cui è presente il fungo, ragion per cui è sempre opportuno non sedersi direttamente su lettini, sedie a sdraio, bordi della piscina e simili senza l’intermediazione di un indumento protettivo.

Protetto dovrebbe essere anche il sesso: anche attraverso il rapporto sessuale è possibile passarsi la candida.

Predisposizione e farmaci

Ci sono poi individui che sono particolarmente predisposti a questo tipo di disturbo, perchè immunodepressi o perché portatori di patologie che ne favoriscono l’insorgenza, come chi soffre di diabete mellito, malattia nella quale il sangue è ricco di zuccheri, di cui a sua volta la candida si nutre. E a proposito di nutrimento, anche una dieta sbilanciata – se a tavola si abbonda di carboidrati e zuccheri semplici – può incidere e rendere più probabile l’insorgenza del disturbo o la comparsa di recidive. Poi ci sono i medicinali: tra quelli che favoriscono la proliferazione del fungo ci sono gli antibiotici, i chemioterapici, i corticosteroidi e alcuni contraccettivi orali. Infine, si è più vulnerabili alla patologia in tutti i casi in cui le difese immunitarie si abbassano, dallo stress alla semplice influenza.

Diagnosi e terapie

Quando si ha il sospetto di avere contratto la candida, che sia contagio da contatto o da cause endogene, è fondamentale rivolgersi al proprio ginecologo (o andrologo nel caso di patologia maschile), che farà una visita per esaminare il tipo di secrezioni ed eventualmente eseguirà un tampone. In questo modo si può non solo verificare con certezza di avere una candidosi, ma anche definire quale tipo di fungo l’abbia causata. Questo è importante anche perchè in soggetti predisposti, oppure se viene curata male o con rimedi fai da te, la candidosi può cronicizzarsi e diventare difficile da eliminare definitivamente.

Le terapie sono sempre a base di antifungini, generalmente da assumere a livello topico sotto forma di ovuli vaginali oppure creme, per la durata di una settimana circa. Le molecole usate per le terapie micotiche locali sono generalmente clotrimazolo e miconazolo. In caso di candidosi aggressiva o quando si ha a che fare con recidive, è possibile che la cura sia da fare anche per via orale e in comune con l’eventuale partner, per evitare di continuare poi a trasmettersi il disturbo. In questi casi i principi attivi più comunemente usati sono l’itraconazolo e il fluconazolo. In casi non comuni, la candidosi può entrare in circolo e diventare sistemica: in questi casi è richiesta l’ospedalizzazione e cure più massicce. 

Fonte: Mariapiera Gervasoli, ABCedizioni

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