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Covid-19 ed Inquinamento

Dallo scoppio di questa epidemia sono stati fatti numerosi studi per appurare se l’inquinamento, potesse esserne la causa principale. Ora è assodato, dalla ricerca del coronavirus, che il contagio avviene per via respiratoria. Quindi la frequenza e la vicinanza dei contatti tra le persone è la causa principale. Nei mesi scorsi sono state fatte altre ipotesi sulla diffusione del virus, una di queste è appunto la correlazione tra inquinamento e maggior numero di decessi da Covid-19. Perciò il particolato atmosferico (PM10 PM2,5), potrebbe avere un ruolo diretto nel trasporto del Covid-19.

Se si aggiunge il fatto che: la pianura padana è una delle zone più industrializzate e che, anche durante il lockdown diverse attività produttive sono rimaste aperte, la maggior diffusione in queste zone è giustificata. Un’altra considerazione ci viene da uno studio dove afferma che in Italia ci sono oltre 1500 decessi prematuri per milione di abitanti, dovuti proprio all’inquinamento atmosferico: Particolato Atmosferico (PM), Biossido di Azoto (No2) ed Ozono(O3).


Considerando che, sempre da studi aggiornati, il 60% del tempo della giornata si passa in casa dove polveri, acari, muffe, batteri, gas di combustione e particelle inquinanti superiori a 2,5 micron.
Le future generazioni possono tranquillamente sperare ed ipotizzare di abitare in case dotate di filtraggio dell’aria e pretendere ciò dai costruttori, perché questo può far guadagnare a ciascuno di noi 16 anni di vita in più.

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